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verso un nuovo approccio alla salute mentale dei bambini e degli adolescenti

Verso un nuovo approccio alla salute mentale dei bambini e degli adolescenti

Verso un nuovo approccio alla salute mentale dei bambini e degli adolescenti 

 nuovi paradigmi e nuove collaborazioni nella ricerca, nella formazione e nei servizi

Modena, 21 Gennaio 2014

Camera di Commercio

 

Le ricerche mostrano che la maggior parte dei disturbi mentali dell’età adulta ha un esordio nell’infanzia e dell’adolescenza. L’incidenza delle malattie mentali nei giovani è oggi ben documentata e mostra come questa fascia di età sia particolarmente vulnerabile: il 75% dei problemi di salute mentale, infatti, inizia prima dei 25 anni, e il 50% tra i 12 e i 25 anni.

Malgrado gli allarmanti dati epidemiologici, i trattamenti sono spesso offerti con grande ritardo e il bisogno di cure non sempre soddisfatto. Dei giovani affetti da problemi di salute mentale solo uno su quattro riceve un aiuto professionale. Quanto agli adolescenti con disturbi mentali di maggiore gravità, solo la metà riceve delle cure; un numero ancora inferiore di essi accede a protocolli trattamentali di dimostrata efficacia. I giovani, inoltre, sembrano essere scarsamente informati sui temi della salute mentale, mostrando di avere una scarsa conoscenza della sintomatologia e delle possibilità di aiuto cui possono accedere.  

Sebbene siano stati fatti importanti passi avanti, i servizi di salute mentale sono ancora oggi difficilmente accessibili ad un giovane, anche quando ne ha più bisogno: lo stigma legato all’accesso ad un percorso clinico è tutt’oggi significativo; il ricorso ai servizi è quindi limitato, tardivo o di breve durata.

In mancanza di appropriati trattamenti, molti adolescenti sviluppano sintomatologie acute, spesso gestite in urgenza nelle strutture ospedaliere. Queste difficoltà possono divenire croniche e disabilitanti.

I disturbi mentali sono associati con alti tassi di disabilità tra i giovani: fallimento scolastico, scarso rendimento lavorativo e difficoltà familiari si associano spesso a questi quadri psicopatologici. E’ stato stimato che queste conseguenze a lungo termine comportano alti costi per le società: secondo dati recentemente pubblicati, in Australia la sottovalutazione dei problemi di salute mentale nei giovani australiani costa allo stato in Australia 30 miliardi di dollari all’anno, cifra che non si discosta molto da quella stimata per il Canada.

La sfida è evidente: il sistema dimostra infatti di essere più debole proprio laddove dovrebbe essere più forte.    Il problema della salute mentale dei giovani una questione di rilevanza cruciale all’interno della comunità, e la sua effettiva gestione una priorità per il sistema sanitario del nostro Paese.

Si rende dunque necessario un cambiamento urgente. Occorre che i servizi specifici rivolti ai giovani si focalizzino sugli esordi precoci dei disturbi mentali (comprendenti psicosi, disturbi dell’umore e dell’alimentazione, abuso di stupefacenti) e, dunque, sulla prevenzione e sull’intervento precoce.

Oltretutto, i bambini e gli adolescenti hanno bisogno di essere curati con modelli di dimostrata efficacia, colmando le evidenti lacune tra la ricerca e la pratica clinica: tutt’oggi, infatti, molti interventi di cui è stata dimostrata l’efficacia nei contesti accademici non vengono adottati nella pratica clinica, non traducendosi in un reale miglioramento del giovane paziente. Abbiamo, inoltre, bisogno di nuovi approcci che integrino aspetti biologici e psico-sociali: solo portando le buone prassi tra le famiglie e nella comunità sarà possibile migliorare l’identificazione precoce e il trattamento dei giovani.

La partecipazione di tutti gli stakeholder alla creazione di un nuovo welfare – su modello del progetto TRAM (Transformational Research in Adolescents Mental Health) sviluppato in Canada – è cruciale in questo processo: prima di tutto per assicurarsi che le best practices individuate dalla ricerca siano effettivamente implementate nei contesti reali, tradotte in nuove culture di assistenza e verificate rispetto alla loro efficacia su popolazioni più ampie. In seconda istanza, la comunità gioca un ruolo molto importante nei processi di promozione del benessere, così come nell’identificazione precoce dei campanelli di allarme dei disturbi mentali. Per esempio, alcuni disturbi possono rispondere ad interventi di primo livello come il supporto psicosociale, le strategie di auto aiuto e la psico-educazione, mentre altri, di maggiore complessità e gravità, necessitano di un diverso tipo di assistenza, specializzata e multidisciplinare.

Il servizio sanitario di base, tuttavia, ha bisogno di presentarsi ai giovani in modo più accessibile e friendly. Un interessante esempio da questo punto di vista è offerto dal National Youth Mental Health Foundation, ( “Headscape: Where young minds come first”) australiano i cui centri offrono un approccio assistenziale multidisciplinare a giovani con disturbi mentali all’esordio prevedendo una partecipazione attiva della comunità. 

Il Congresso è organizzato dalle Cattedra di Neuropsichiatria Infantile e Psichiatria dell’Università di Modena e Reggio Emilia ed intende  affrontare questi ed e altri aspetti inerenti la salute mentale dei bambini e degli adolescenti, grazie ad un panel di esperti nazionali ed internazionali. L’obiettivo è quello di individuare nuovi approcci e nuovi modelli di intervento per far fronte ai crescenti bisogni dei bambini e degli adolescenti, qualitativamente diversi da quelli esistenti: e fondati non solo su nuove conoscenze scientifiche ed approcci trattamentali di dimostrata efficacia, ma anche sulla partecipazione più attiva della comunità alla promozione del benessere dei suoi giovani membri.  

Download il Programma dettagliato dell'evento: Programma Convegno Internazionale Modena_21 01 2014.pdf

Download la Locandina dell'evento: Download: Locandina Convegno Internazionale_Modena 21 gennaio.pdf

Per ulteriori informazioni contattare: giulia.capra@unimore.it   oppure  info@fondazionechild.it 

 



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